Street food a Palermo

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#Viaggio in #Sicilia – Street food a Palermo – #turismoinformato

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Il meglio del cibo di strada di Palermo

 

Cosa significa street food a Palermo e quali sono i cibi che puoi trovare girando per le vie della capitale della Sicilia?

Palermo è la capitale italiana dello street food.

Tra le migliori città al mondo per lo street food, Palermo è la quinta città in classifica.

Lo street food a Palermo ha una lunghissima tradizione e attira molti turisti.

La maggior parte dei cibi venduti per le strade di Palermo ha origine araba.

Durante la dominazione islamica la cucina siciliana si appropria dei piatti tipici della cucina araba.

Altri cibi sono presenti in Sicilia già a partire dall’antichità classica.

 

Meteo a Palermo

 

 

Lo street food a Palermo si caratterizza per i suoi sapori forti e decisi e per una cultura culinaria che nasce dalla semplicità e dalla fantasia del popolo.

Il cibo di strada palermitano è capace di unire sapori di terra e sapori di mare, avanzi di cibo e peculiarità locali.

La fama di Palermo e del suo cibo da strada ha attirato anche l’attenzione del programma del National Geographic Nat Geo Adventure:

 

Street food a Palermo – video 1

 

 

Anche i programmi Dmax Unti e Bisunti e Orrori da gustare hanno dedicato servizi allo street food a Palermo.

Immerso nei colori della città, sotto la sua luce, avvolto dai vivaci rumori delle strade, devi sicuramente aprirti alla curiosità del cibo da strada.

Lì è la cultura, lì l’essenza, l’identità, la vita del popolo palermitano.

Meglio ancora se lo fai in compagnia, perché certi sapori vanno vissuti insieme.

Dunque, preparati ad immergerti in mondo di gusto caratteristico, in una festa del palato.

Ecco i cibi principali dello street food a Palermo. 

 

Street food a Palermo – video 2

 

 

1. Le panelle

 

È forse la prima pietanza che viene in mente quando si pensa al cibo di strada palermitano: il famoso pane con le panelle.

Non è pesante né impegnativo, quindi è tra le soluzioni più papabili quando scatta quel languorino momentaneo mentre sei in giro.

Le panelle non sono altro che frittelle di farina di ceci, di forma preferibilmente rettangolare o al massimo quadrata.

Esistono e sono consumate spesso anche nella versione mini degli antipasti caldi siciliani.

 

L'immagine mostra un tipico panino con le panelle palermitano

Pane e panelle – Palermo

 

Ognuno le gusta a proprio piacimento, o condite semplicemente col sale oppure spruzzate con un po’ di limone.

Tradizionalmente sono consumate dentro a un panino tondo col sesamo (col cimino).

In alternativa si usano semprefreschi o mafalde.

Nella maggior parte dei casi, il panellaro vende anche le crocchè, altro piatto tipico palermitano.

Ti consiglio di mangiarle distintamente: o sceglie pane e panelle o pane e crocchè.

 

2. Le crocchè

 

Universalmente conosciute col nome di crocchè, le crocchette di patate sono chiamate a Palermo “cazzilli”.

Tipicamente sono lunghe e ovali, condite col prezzemolo tritato e dotate di una doratura caratteristica.

 

L'immagine mostra un tipico panino con le crocchè palermitano

Pane con crocchè – Palermo

 

Vengono fritte – annegate – nell’olio di semi bollente, come le panelle.

La modalità di preparazione e di frittura è molto importante: se mal eseguita c’è il rischio che le crocchè si sfaldino.

Si consumano preferibilmente nelle stesse pagnotte rotonde usate per le panelle.

In alternativa, vanno anche bene gustate singolarmente in vaschetta, con o senza pane.

Anche per loro valgono le preferenza delle panelle: c’è chi si accontenta di gustarle con molto sale e chi aggiunge anche qualche spruzzata di limone.

 

3. Pane câ meusa

 

Il pane câ meusa (pane con la milza, in italiano) è la pagnotta tonda imbottita con carne, nello specifico milza, polmone, esofago e trachea di vitello. 

 

L'immagine mostra il tipico panino con la milza (pani ca meusa) palermitano

Pani ca meusa – Palermo

 

Questa carne viene fatta cuocere a fuoco lento nella sugna in padelloni di rame.

 

La meusa è la regina dello street food a Palermo.

 

Il “pane câ mievusa” (in palermitano) può essere consumato senza alcun altro accompagnamento, cioé “schiettu”.

Oppure puoi decidere di gustarlo “maritato, cioè con l’aggiunta di formaggi quali ricotta o caciocavallo.

Si tratta di una pietanza le cui origini risalgono al Medioevo.

Momento topico e irresistibile è la preparazione del panino.

Il mievusaro raccoglie dal pentolone la carne, ne afferra i pezzi con una forca a due denti e, dopo aver imbottito il pane, pressa la pagnotta con una paletta per far scorrere l’olio in eccesso.

E già la tua bocca non vede l’ora di addentare quel pane.

 

4. La frittola

 

La frittola è un insieme diversificato di frattaglie e scarti di carne di vitello (grasso, cartilagine, ossicini, avanzi di carne).

L’insieme viene bollito e rosolato con lo strutto e poi condito con spezie come alloro, pepe e zafferano.

S’intuisce la sua origine povera, popolaresca, di strada, da una condizione specifica: non si butta via niente.

 

Frittola & Vespa in Ballaro market Palermo

 

Probabilmente, in un periodo in cui non c’era abbondanza di carne, si preferiva consumare l’animale in ogni sua parte.

La frittola viene tenuta caldissima nel “panaru”, un cestino in vimini ricoperto da uno straccio che mantiene alta la temperatura.

Solo quando il cliente la ordina, il frittolaro la estrae dal panaro e la serve già condita in una copertura di carta impermeabile.

Esperienza culinaria unica per il cliente, non sai e non saprai mai davvero cosa contiene la tua porzione.

Ogni frittolaro ha i suoi segreti, la sua formula, i suoi ingredienti e i suoi aromi.

Tu fidati, non farti troppe domande, mangia e gusta.

 

5. La stigghiola

 

Le stigghiole sono quasi un cibo sacro per i palermitani. 

 

Le adorano.

 

 

Ogni volta che capita l’occasione di mangiarle non se la lasciano sfuggire.

Mangiarle per strada, come spuntino, oppure in casa, o insieme agli amici in una scampagnata: sono sempre ben accette.

Anche loro sono come un marchio d’identificazione, qualcosa che tieni con te, dentro, come parte della tua identità.

Il loro caratteristico profumo, il rituale della preparazione, il modo di mangiarle: Palermo è anche questo.

Cosa sono?

 

<a class="inline-twitter-link inline-tweet-click" href="#" onclick="inline_tweet_sharer_open_win('https:\/\/twitter viagra ligne canada.com\/intent\/tweet?url=http%3A%2F%2Fblog.divinohotel.it%2Fstreet-food-a-palermo%2F&text=%23Viaggio+in+%23Sicilia+-++Le+stigghiole+sono+interiora%2C+budella+di+agnello.++-…’);” title=”Twitta questo!”>Le stigghiole sono interiora, budella di agnello.

 

Si lavano in acqua e sale, si condiscono col prezzemolo, si arrotolano o s’infilzano con uno spiedino e si cuociono sulla brace.

Vengono poi servite in un piattino e condite con sale e limone.

Il piacere di gustare le stigghiole comincia ancora prima di addentarle.

Preparazione e cottura fanno parte dell’esperienza culinaria ed è un rito irrinunciabile per ogni consumatore.

Tipicamente, lo stigghiolaro sta sui margini della strada, agli angoli, con tutta la sua attrezzatura.
Lo riconosci subito dall’odore e dal fumo che si alza dal piano cottura.

Moltissimi godono anche del solo odore sprigionato e dal fumo delle braci.

Alcuni arrivano persino ad aprire i finestrini delle auto per farsi pervadere dall’aroma.

Insomma, tra gusto e rito, quando sei a Palermo ricordati di gustarle almeno una volta.

Tale è la loro fama, che le stigghiole godono del riconoscimento ufficiale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

 

6. Lo sfincione

 

Lo sfincione è un altro dei sapori caratteristici e dominanti della cucina del capoluogo siciliano.

Lo sfincione è il re dello street food a Palermo.

Si tratta della tipica focaccia spugnosa di grande spessore preparata con pomodoro, cipolle, acciughe, pangrattato e caciocavallo.

Pietanza povera per eccellenza, nasce anticamente come sostituto del pane, soprattutto per le feste.

Viene consumato in due modalità principali.

O lo compri nei panifici e nelle gastronomie in grandi teglie o lo mangi in giro per la città, tagliato in pezzi da asporto o forme più piccole.

 

L'immagine mostra piccole forme di sfincione vendute a Palermo

Piccoli sfincioni venduti a Palermo

 

Il buonissimo odore che gli ambulanti portano nelle strade viene spesso anticipato dalla voce dello “sfincionaro” stesso.

Le frasi del venditore sono famose e colorano ulteriormente la già caratteristica vita urbana di Palermo.

Se, mentre passeggi, senti una voca urlare “ma chi spicialità, chi cose belle!”, “chi ciavuru!” o “Uara u sfurnavu, uara!”, preparati, lo sfincionaro è vicino.

Lo trovi a qualsiasi ora, ottimo come spuntino temporaneo o come accompagnamento del pasto.

 

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7. L’arancina

 

L’arancina è il fiore all’occhiello della cucina palermitana popolare, la principessa del cibo da strada.

Per i palermitani è molto di più che una semplice specialità culinaria.

L’arancina è un segno d’identificazione, un motivo di orgoglio, un simbolo di appartenenza.

L’arancina è un desiderio perenne, un dono sempre gradito, un momento di felicità a buon mercato.

Quando siete a Palermo o parlate con un palermitano, fate attenzione: l’arancina è fimmina, sempre.

Non chiamatela supplì e mai, mai, arancino, al maschile. 

 

La questione del sesso dell’arancina è quasi una guerra santa.

 

Linguisti illustri, professori e accademici della Crusca si sono pronunciati spesso, sia a favore della variante femminile sia di quella maschile.

Ma a Palermo l’arancina è femmina, perché è tonda come una piccola arancia.

 

L'immagine mostra un piatto di arancine palermitane

Arancine – Palermo

 

Ma cosa sarà mai questa arancina?

È una bellissima, succulenta palla di riso, panata e fritta.

Il riso, trattato con zafferano e altri tipi di spezie, fa da copertura alla farcitura.

Nella tradizione, le arancine posso essere farcite solo in due modi: con la carne o col burro.
In un secondo momento sono venute fuori anche le arancine con gli spinaci.

Oggi, oltre ai due modi originari, trovi una varietà straordinaria di arancine, farcite in decine di modi differenti.

Ogni anno, nella Festa di Santa Lucia, è tradizione palermitana nutrirsi soltanto di arancine (e di cuccìa).

Un’usanza talmente sentita e radicata che oggi quel giorno viene celebrato anche come Arancina Day.

 

8. La quarume

 

La quarume (caldume in italiano) è una ricetta imbastita con viscere di bovino.

Ventra, centopelle, intestino, stomaco dell’animale a pezzi vengono bolliti con carote, prezzemolo, cipolle e ortaggi.

Il “quarumaro” li bollisce per ore dentro un grosso pentolone chiamato “quarara”.

Il risultato è un brodo di carne e verdure nutriente, molto gustoso, dal forte profumo.

Lo trovi a qualsiasi orario, negli angoli e nei quartieri storici della città.

 

Il tweet conduce a un articolo di Siciliajournal sullo street food migliore del mondo.

 

Cibo di strada, sì, ma ricco in gusto e varietà: prelibatezza alla portata di tutti.

A pranzo o a cena, nelle pause di lavoro, ai tavoli con amici e colleghi, piatto popolare e sociale per antonomasia.

 

9. Musso e carcagnolo

 

Insalata di musso e carcagnolo è una pietanza a base di pezzi di carne di vitello e cartilagini lesse.

Si tratta del muso, della mascella, delle orecchie e dei piedi dell’animale, cucinati insieme a sedano, carote e cipolle. 

 

Palermo street food

 

Musso e carcagnolo (letteralmente muso e calcagno) sono anche serviti con olio e limone, dopo un’abbondante bollitura.

A differenza degli cibi da strada, l’insalata di quarume va servita e consumata fredda.

La mangi per strada oppure servita come antipasto o contorno a tavola.

 

10. Polpo bollito

 

Il polpo bollito (puipu vugghiutu) da consumare sulle bancarelle dei mercati storici o dei litoranei è un altro simbolo dello street food a Palermo. 

 

L'immagine mostra un polpo bollito in vendita a Palermo

Polpo bollito – Palermo

 

Mangiare polpo bollito immerso nei rumori della città o di fronte il lungomare è uno dei piaceri della vita.

Devi provarlo per capire a pieno il senso di libertà, di allegria e leggerezza che dona.

Lo trovi servito a pezzetti su alcuni banconi gastronomici di fronte la spiaggia di Mondello, oppure nei mercati storici del centro.

Come non godere già a partire dal delizioso profumo di mare emanato da quei piccoli tentacoli fumanti?
Boccoli prelibati e caldi da gustare con una spruzzata di limone.

Già solo a scriverne mi sta venendo la voglia!

È pronto in pochi minuti, bollito in pentola con acqua e sale, da mangiare subito.

In tanti mangiano anche la testa.

 

11. I babbaluci

 

I babbaluci sono piccole lumache terrestri con guscio chiaro, raccolte dagli steli rinsecchiti di molte piante.

 

L'immagine mostra i babbaluci, lumache tipiche della cucina palermitana

I babbaluci – Palermo

 

Prima della preparazione devono essere ben sciacquate.

Dopo vengono bollite con un procedimento che permette alla testa del mollusco di rimanere fuori dal guscio.

Infine si condiscono con sale e pepe, moltissimo prezzemolo e aglio soffritto nell’olio d’oliva, “l’agghia ‘ngranciata”.

Si mangiano soprattutto nei mesi estivi e sono il piatto tipico del Festino di Santa Rosalia, la Santa Patrona della città, onorata il 14 luglio.

Anche il procedimento per mangiarle è caratteristico.

Devi succhiare la lumaca direttamente dal guscio, producendo un rumore peculiare noto a tutti i palermitani.

In alternativa, o per le lumache più “timide”, quelle che non vogliono uscire, devi usare uno stuzzicadenti per estrarle.

Leggenda vuole che queste lumache siano molluschi particolarmente tenaci.

Per questo motivo vengono menzionate in una canzone popolare che recita “Viri chi danno ca fannu i babbaluci ca cu li corna ammuttanu i balati”.

 

12. Cozze Scoppiate

 

Piatto immancabile della cucina mediterranea e palermitana, le cozze sono consumate anche come cibo da strada.

 

Si servono “scoppiate”, cotte in pentola con aglio, pepe e prezzemolo.

 

Le trovi soprattutto vicino al mare, nei luoghi e nei quartieri balneari o marittimi di Palermo, tipo Kalsa e Mondello.

 

 

Anche per le cozze il rito di consumo è un momento fondamentale.

Non si tratta di un piacere personale, ma di una festa del palato da vivere in compagnia.

Non servono posate o utensili speciali.

Ciò che ti serve è soltanto la libertà di prenderle una dopo l’altra con le mani, succhiare la cozza dal guscio e goderti l’esperienza.

 

13. La pollanca

 

La pollanca non è altro che la pannocchia di mais bollita e servita calda da mangiare.

Le trovi nei mercati storici, tenute dentro pentoloni fumanti, oppure in spiaggia, vendute dagli ambulanti.

Le urla di questi venditori balneari allietano e divertono i bagnanti, e sono ormai nell’immaginario collettivo di molti.

Di solito in spiaggia si preferisce mangiare qualcosa di fresco, ma ti assicuro che anche la pollanca (o pullanca) calda ha il suo perché.

 

14. Scaccio, calia e semenza

 

Lo “scaccio” è il tradizionale mix di frutta secca che viene mangiato dai palermitani.

Ogni momento è buono, si usa consumarlo in strada, la sera, con gli amici.

Più che un pasto, è un passatempo godereccio, uno stuzzicchino in compagnia.

 

L'immagine mostra un tipico bancone di vendita dello scaccio a Palermo

Bancone di vendita dello “scaccio” – Palermo

 

Diventa quasi rituale durante le feste in città, per esempio al Festino, o ai tavoli per accompagnare vino o birra.

Nessuno è in grado di resistere di fronte al tipico “coppino” di carta che contiene lo scaccio, anche se ti senti “pieno”.

In gergo viene anche designato generalmente come “calia e semenza”.

La calia e la semenza sono due specialità siciliane.

La “calia” si prepara tostando, cioè caliannu, i ceci e poi salandoli.

La “semenza” non è altro che semi di zucca essiccati, tostati e salati.

Insieme a loro, nello scaccio troviamo arachidi, mandorle, pistacchi, noci, anacardi, nocciole, e altri alimenti simili.

 

Conclusioni

 

Questa immagine raccoglie le fotografie del cibo di strada che trovi a Palermo.

#Viaggio in #Sicilia – Capitale italiana dello street food – #turismoinformato

 

La Palermo culinaria non finisce certo qui.

Accanto a tutte queste prelibatezze, a Palermo, quando è stagione, si usa gustare nei banconi per strada anche l’anguria e i ricci di mare.

Se il periodo te lo consente, non badare troppo alle regole e lasciati andare.

Assaggia e assapora ognuna di queste pietanze per conservare di Palermo il ricordo più vivido possibile.

 

Su Amazon trovi un libro sullo Street food a Palermo.

 

Palermo dovrebbe focalizzarsi sulle sue ricchezze nobiliari, se non ci fosse stata una stupida sperequazione immobiliare, via Libertà sarebbe potuta essere la più bella strada di una città del Mediterraneo.

Philippe Daverio

 

 

 

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Sommario
Titolo
Street food a Palermo
In sintesi
Street food a Palermo: panelle, croccè, meusa, arancine, sfincione, stigghiole, frittola, calia e semenza. Scopri il cibo da strada palermitano.
Scritto da
A cura di
Blog del DiVino Hotel a Trapani